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La fiera a Villa Castelli dalla Piazza al Rione Belvedere: più di 70 anni di storia, ma ha origini precedenti?

Da quel che sappiamo e dai ricordi della gente, possiamo dire che la fiera come la conosciamo oggi, ha avuto inizio negli anni ’50 quando il Sindaco di Villa Castelli era Martino Caliandro.

Scelta come giornata quella del primo ottobre che dava inizio al mese e all’autunno.

Inizialmente collocata nella parte sud del paese, corso e piazza per poi spostarsi nella zona nord del paese con l’espansione urbanistica del Rione Belvedere. Dopo una lunga estate a lavorare nei campi e a guadagnare un po’ di denaro, il popolo attendeva la fiera della “Feŝta Bònə” per comperare un cappotto e qualche oggetto utile.

Esposizione e vendita di animali come: cavalli, conigli, galline e via di seguito.

Un’occasione per assaggiare e assaporare i prodotti tipici locali come trippa e carne.

Si aspettava la festa per indossare l’abito nuovo ed elegante!

Sicuramente quella dell’epoca era una fiera molto più semplice e tradizionale ma che è giunta fino a noi tramandata di generazione in generazione.

Quella di ora è una fiera molto più estesa e moderna con l’introduzione di aree food, menù fiera ed happy hour nei bar fino a mezzanotte. Il bestiame non manca.

Non abbiamo fonti certe ma nei secoli precedenti c’era qualcosa di simile anche nel nostro borgo?

Video anno 2022.

Ristorante  – Braceria “Nero a Metà” in via Abignente. Foto 2023 o 2024.

Ristorante – braceria “L’Antico Frantoio” in via Rupe Tarpea, Centro Storico, 2023.

Ristorante “Amici di Piazza Duca” in Piazza Duca di Monteiasi, Centro Storico, 2024.

Tratto da www.focus.it :

“Le origini della fiera

Circolazione di persone, merci e cultura, ma anche spettacoli, gioco d’azzardo, esenzioni fiscali, amnistie e reliquie di santi in bella mostra. Ecco cosa accadeva nelle fiere medievali e come sono cresciute fino a diventare Expo, esposizione universale.

La fiera, dal Medioevo a oggi, è un incontro a cadenza regolare in cui gli operatori economici hanno l’occasione di incontrarsi e conoscersi. Per esibire e scambiare prodotti, soprattutto, ma anche per conoscere nuovi mercati e Paesi, per scambiare cultura e idee. Nell’Europa del X secolo, la fiera è stata al contempo sintomo e motore di una trasformazione economica nella quale merci, moneta e credito iniziavano a intessere un forte legame, con importanti ricadute sulla società.

Commercio e divertimento. In una fiera medievale accadeva di tutto, anche perché il pubblico era dei più vari. Le fiere, spiega Elisa Occhipinti, docente di Storia Medievale dell’Università degli Studi di Milano, «si affermarono con l’appoggio della Chiesa e avevano luogo originariamente nei pressi della cattedrale, poi fuori le mura». All’interno della fiera si assisteva a spettacoli e gare e l’affluenza era favorita anche dal fatto che spesso erano organizzate in occasione di feste religiose. «Spesso – prosegue la storica – si concedevano esenzioni dai pedaggi relativi al trasporto delle merci, la liberazione degli arrestati per debito e si autorizzava lo svolgimento di giochi altrove proibiti.»

Denaro e potere. Gli scambi su ampia scala fecero affluire moneta anche in zone periferiche e introdussero il concetto di credito con i suoi strumenti. In città cominciarono ad affluire merci estranee all’ambito urbano e le collettività che ospitavano le fiere (spesso proprio le città) godettero di un generale incremento del reddito e di alcuni privilegi. Lo Stato assoluto, infatti, aveva tutto l’interesse nel favorire lo svolgersi di questi appuntamenti stagionali (per esempio con l’esenzione dai dazi), perché attraverso l’aumento della ricchezza dei sudditi e l’unificazione territoriale il mercato consolidava il potere del sovrano.

Fiera 2016.

Movida notturna in via San Giuseppe.

Tra mercanti e monaci. Il commercio e la Chiesa durante la fiera andavano a braccetto, tanto che i mercanti, molto mal visti nell’Alto Medioevo, iniziarono ad essere accettati «e spesso ospitati anche in luoghi precedentemente riservati ai pellegrini», racconta Occhipinti. Non solo, «durante le fiere erano spesso reperibili reliquie di santi, per lo più provenienti dall’area mediorientale, portate da ecclesiastici e in particolare da monaci», aggiunge la storica.

DA CHAMPAGNE E FIANDRE… Tra il 1200 e il 1300 secolo le fiere più importanti furono quelle di Champagne e delle Fiandre meridionali. Erano quelli che oggi chiameremmo eventi internazionali: attiravano mercanti da tutta Europa, in particolare italiani e provenzali. Alberto Grohman, docente di Storia economica all’Università di Perugia, spiega che all’epoca «tutto il variegato mondo del commercio europeo s’incontrava in questi raduni, che sono stati definiti la “casa di cambio dell’intera Europa”» (“cambi” sono le attività bancarie, per esempio relative alle lettere di credito)

… ALLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE. Nel 1400 questi due fulcri fieristici furono soppiantati da Ginevra e Lione, mentre un salto epocale, secondo lo storico, si è verificato «dopo la scoperta delle Americhe e l’importazione in Europa dei metalli preziosi dal nuovo continente, che portarono alla ribalta per circa un secolo le fiere spagnole di Medina del Campo e di Medina di Rio Seco, specializzate nel commercio di monete e di cambi». Nel 1600 fu Lipsia a ospitare le fiere più importanti, tanto che «per contenere i suoi commerci per ben tre volte dovette ampliare la sua cerchia muraria», afferma Grohman. Ma dal 1800 la fiera perse gradualmente la sua importanza.

FIERA ED EXPO. Il declino della fiera a livello internazionale ha contribuito all’affermarsi delle esposizioni universali, ci ha spiegato Grohman: «il sistema industriale rese molto più utile che in passato l’esposizione di novità produttive, di nuovi macchinari, di campioni di beni ottenibili grazie al modo di produzione industriale». In continuità con la fiera tradizionale, anche Expo è uno spazio dove gli operatori economici possono sondare il terreno del mercato esponendo i loro nuovi prodotti.

Dalla sua prima volta, nel 1851 l’Expo è stata lo specchio dei suoi tempi e ha riflettuto da un lato le necessità commerciali e dall’altro i progressi tecnologici e scientifici delle varie epoche.

QUANTO È IMPORTANTE OGGI? Secondo Grohman l’esposizione universale consente ancora agli operatori economici di farsi un’idea dei bisogni del mercato, «comprendere fino a qual punto un prodotto può avere un mercato di larga scala e mettere a confronto prodotti ed economie molto distanti tra loro». Siamo lontani, però, dalle grandi esposizioni del 1800: «la diffusa informatizzazione e la velocità derivante dei collegamenti sta facendo calare la funzione e lo scopo delle grandi esposizioni universali, che spesso si sono settorializzate», conclude Grohman.

Può darsi però che grandi temi come “Nutrire il pianeta – Energia per la vita” possano fare da calamita per nuove idee, e rivitalizzare il concetto di esposizione universale: vedremo nei prossimi se Expo Milano 2015 sarà stata capace di raccogliere l’eredità della fiera medievale.”

Musica popolare alla macelleria da Francesco Paolo Nigro, “Franco la Bestia”, in via Enrico Toti.

Via Belvedere

Articoli da ferramenta e bestiame, Fiera 2024

Francesco Ligorio

Sono nato a Francavilla Fontana il 30/09/1999. Ho frequentato la scuola dell'infanzia presso l'asilo "Gianni Rodari" in Villa Castelli. Ho frequentato la scuola primaria presso il plesso "Don Lorenzo Milani" in Villa Castelli. Ho conseguito il Diploma di Terza Media presso l'Istituto Comprensivo "Dante Alighieri" in Villa Castelli. Ho conseguito il Diploma di Maturità Scientifica presso il Liceo Scientifico "F. Ribezzo" in Francavilla Fontana. Sono stato educatore presso l'Azione Cattolica della mio paese e ho lavorato presso il Centro Estivo "Robur Summer Camp". Ho avuto alcune esperienze come cameriere. Ho partecipato al Servizio Civile Universale al progetto "Agorà 2.0" promuovendo da sempre il territorio e la nostra cittadina. Attualmente studio presso la Facoltà di Beni Culturali all'Unisalento in Lecce. Gestisco le pagine social di Villa Castelli in Foto dal 2016 e dal 2021 faccio parte del blog LiCastelli.it Dal 2022 sono socio della Pro Loco di Villa Castelli. Amo la natura, la cultura, la fotografia, andare in bici, le tradizioni locali e tanto altro... Spero di avervi raccontato quasi tutto delle varie cose fatte fino a questo momento della mia vita. 😁😊👋🏻

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