Un viaggio letterario nelle Masserie a Tratturi Reali
Riceviamo e pubblichiamo:
Il 6 agosto scorso, tra gli ulivi secolari e i profumi della vigna di Tratturi Reali, si è tenuto il reading “La masseria: cuore pulsante di voci, amori e ricordi di una volta” di Nella Aquaro e Angela Decarolis, organizzatrici e conduttrici della serata. Questo luogo sospeso nel tempo è così diventato un palcoscenico per risvegliare il passato e riviverlo con l’immaginazione, attraverso storia, poesia, musica e degustazione. L’evento è iniziato con un excursus storico che è servito a delineare l’evoluzione delle masserie pugliesi, dalle ville rustiche romane a quelle fortificate del sedicesimo secolo, per arrivare a tempi più recenti. In questo percorso si è inserito Angelo Chirulli che ha tracciato le origini e l’evoluzione di Villa Castelli, borgo sorto 230 anni fa, di cui quest’anno si festeggia il centenario della sua autonomia amministrativa. Maria Casale e Michele Piccoli hanno, inoltre, rievocato nel dialetto di Villa Castelli, la storia di Lucia e Rocco, che nel XVIII secolo riuscirono, dal nulla, a creare una piccola masseria, accogliendo l’invito del duca di Monteiasi a bonificare le terre incolte e, in quello di Francavilla, hanno interpretato una poesia che esprime il terrore degli abitanti delle masserie assalite a quel tempo dai briganti. Ma i briganti e le brigantesse erano anche capaci di un amore puro e di una dedizione assoluta verso la persona amata, come testimoniato da una lettera d’amore di Giuseppina al suo amato Carmine, che Nella Aquaro ha letto con profonda emozione e con trasporto struggente.
Dopo questa storia, l’immagine della masseria fortificata, con la torre di avvistamento, le caditoie e l’aranceto, descritta nei versi sempre letti da Nella Aquaro in una forma veramente immersiva. E poi, i ricordi profondi d’infanzia di Dino Solazzo legati alla masseria Giovannella, alla specchia messapica e alla torre cinquecentesca, e il racconto scritto e letto da Natalizia Pinto <span;>sulla mietitura a Parco Tallinaio negli anni Cinquanta.
La Pinto con la sua capacità espressiva, direi quasi pittorica, ci ha condotti in “quel campo di spighe dorate, appena mosse dal vento”, trasmettendoci la sua emozione nel ricordare lo zio Quintiliano e il suo amico Pdsepp (Pietro Giuseppe) alla guida della mietitrebbia tirata da maestosi cavalli. E poi, la scuola in masseria, i vecchi giochi e gli oggetti dimenticati e impolverati che si sono risvegliati prendendo vita tra i versi delle filastrocche di Vittorio Mattioli e Cosimo Caliandro, declamati da Nella Aquaro in modo magistrale: La lavagna, Il piccolo geco, U’ verruzz, Il cavallo a dondolo, La lambretta. Poesie la cui metrica è frutto di una ricerca rigorosa: versi endecasillabi, rime baciate e alternate, rime e assonanze interne, secondo le regole poetiche della grande tradizione letteraria italiana. Il giovanissimo Luciano D’Errico, con voce vibrante e intensa, ha interpretato i versi di Massimo Romano Mietere e Margherita e quelli di Mina Del Giudice (Il muretto a secco, Il formaggio e La ricetta del pane della nonna.


Il fisarmonicista Domenico Miccoli, giovane promessa nel panorama musicale, e il chitarrista Michele Piccoli hanno reso l’incontro più coinvolgente, alternando con armonia brani del repertorio classico e tradizionale. A loro si è poi unita la tamburellista Stefania Corvino, il cui accompagnamento ha dato vita ad una vibrante esecuzione della pizzica di Villa Castelli, ulteriore omaggio a questa meravigliosa terra.
A conclusione del reading, Nella Aquaro, dopo i ringraziamenti, in particolare “ai padroni di casa” e alla Pro Loco di Villa Castelli, ha invitato Vittorio Mattioli a illustrare la raccolta di quarantadue poesie scritte a quattro mani “Strocche e filastrocche per grandi che sognano ancora come bambini”, opera utilizzata per la stesura di parte del reading, e a leggere una “strocca” a sua scelta. Ecco che con la sua voce calda e profonda, Vittorio Mattioliha dato vita alla Ciclatèra, il piccolo convoglio ferroviario che “sbuffando sui binari a passo corto” partiva da Bari per raggiungere la stazione di Barletta. Era la sera del 30 marzo del 1882 quando fu inaugurata.
Graziana e Rocco Caliandro, proprietari di Tratturi Reali, soddisfatti per aver inaugurato la programmazione delle serate di agosto con la storia, la poesia e la musica, hanno invitato i presenti alla degustazione dei vini dell’azienda e di alcuni piatti tipici della tradizione, tra cui il grano pestato al sugo con le polpette. Angela Decarolis

Che bello vedere come riuscite a tenere viva la tradizione di Villa Castelli attraverso il folklore, i canti, la musica e la poesia. Un patrimonio di cultura e di memoria che merita di essere custodito e tramandato. ❤️
È stata per me un’emozione profonda rivivere davanti a tutti, con gli occhi di bambina, quei giorni lontani degli anni Cinquanta a Parco Tallinaio.
Ricordo ancora mia madre che, dallo scalpitio dei cavalli, avvertiva da lontano l’arrivo di mio zio. E poi, tutto d’un tratto, l’enorme spettacolo della mietitura: la prima macchina taglia-grano trainata da cavalli maestosi che entrava nel campo di spighe dorate, e attorno tante persone coinvolte, ognuna con il suo compito, in una festa di lavoro e di vita.
Per avermi dato la possibilità di condividere questo ricordo del cuore, ringrazio con gratitudine Nella Aquaro e Angela Decarolis, organizzatrici sensibili e appassionate di questa bella serata letteraria. Un grazie sentito va anche ai padroni di casa, Graziana e Rocco Caliandro della Masseria Tratturi Reali, per la loro ospitalità preziosa e calorosa.
Un ringraziamento anche alla testata online Li Castelli per l’attenzione e per aver dato spazio all’articolo “Un viaggio letterario nelle Masserie a Tratturi Reali”.
https://www.licastelli.it/un-viaggio-letterario-nelle-masserie-a-tratturi-reali/