Furti e droni nelle contrade di Villa Castelli: la paura che dura da gennaio, la sicurezza che ancora manca
Da qualche settimana capita spesso, di sera, di alzare gli occhi verso le nostre campagne e vedere una luce che non è una stella: è un drone, che vola alto e silenzioso, e poi si ferma. Stazionario, sopra una casa. Poi sopra un’altra. Chi vive in camapagna a Villa Castelli — io per primo — ha imparato a riconoscere quel ronzio lontano e a sentirlo come una minaccia, non come una curiosità tecnologica.
Da gennaio a oggi le contrade del nostro paese, in particolare quelle che si affacciano verso Grottaglie, sono bersaglio di una serie di furti che non si è mai fermata. Alcuni sono stati denunciati, altri no, per la rassegnazione di chi ormai pensa che denunciare non cambi nulla. Ma la situazione, mesi dopo, non solo non è migliorata: sembra peggiorata. Alle segnalazioni di furti si sono aggiunte, sempre più frequenti, quelle di un drone che sorvola le abitazioni in piena notte, ad alta quota, e si ferma a osservare.
Ieri l’ennesimo avvistamento ha spinto un cittadino a chiamare i carabinieri. La risposta è arrivata chiara: massima allerta, e l’invito, ancora una volta, a denunciare ogni episodio, anche quello che sembra minimo.
Ma la notizia vera, se vogliamo chiamarla così, è che da gennaio a oggi nulla è davvero cambiato. E chi vive in contrada lo sa bene. Si vive con la paura di lasciare la propria casa, specialmente quando in casa restano persone sole, o persone che non avrebbero la forza di difendersi da un’intrusione. È una paura che non fa rumore, che non finisce sui titoli dei giornali nazionali, ma che si respira ogni sera, quando si controlla due volte che la porta sia chiusa.
Anche il Comitato delle Contrade di Villa Castelli, presieduto da Antonio Dabramo, si è fatto promotore di diverse azioni per aumentare la sicurezza nelle nostre zone. Un segnale importante, che dimostra come la comunità non voglia restare a guardare. Ma da gennaio a oggi, appunto, la situazione non è cambiata.
È il momento di dirlo con chiarezza: la sicurezza delle contrade non può restare un problema di serie B rispetto a quella del centro abitato. Chi vive fuori dal paese ha lo stesso diritto di sentirsi al sicuro in casa propria. Denunciare ogni episodio, per quanto possa sembrare inutile, resta il primo passo — è l’unico modo per dare ai carabinieri gli elementi per intervenire. Ma serve anche di più: un impegno concreto delle istituzioni, un coordinamento reale tra forze dell’ordine, Comitato delle Contrade e cittadini.
Perché la sicurezza di chi vive in contrada non è un dettaglio. È una parte di Villa Castelli che merita la stessa attenzione, la stessa cura, la stessa risposta di ogni altra.
