I vari passaggi che Villa Castelli ha ottenuto con tanti sacrifici per ottenere l’Autonomia Comunale da Francavilla Fontana nel 1926
Tra meno di un anno, la nostra Città di Villa Castelli, si preparerà a festeggiare i 100 anni di Autonomia Comunale dal distaccamento di Frazione di Francavilla Fontana, “Città degli Imperiali”. Già a metà ‘800 i villacastellani di allora, vollero distaccarsi per unirsi ai vicini comuni di Grottaglie (TA) o di Ceglie Messapica (BR), quest’ultima da cui provenivano la maggior parte dei primi coloni che popolarono la borgata. Prima del 1926 Villa Castelli versava ancora in uno stato di abbandono e povertà a causa anche degli allora amministratori francavillesi. La deviazione della tratta ferroviaria Brindisi – Potenza fu una di quelle scelte che peggiorò la comunicazione con il nostro borgo, tanto è vero che la stazione di Villa Castelli, in stato di abbandono da decenni, è collocata a circa 6 km di distanza dal centro, nei pressi della nostra frazione di San Barbato…
Tutto il 2026 dovrebbe essere un anno pieno di eventi e manifestazioni a cura di tutte le associazioni e istituzioni del territoio, per ricordare questo grande anniversario e momento storico che ha cambiato per sempre la vita del nostro paese. Circa 4000 furono gli elettori, contando anche chi abitava nelle varie Contrade sparse e sopratutto come Specchia Tarantina e Cuoco, in agro di Martina Franca ma da sempre popolate da villacastellani.
VILLA CASTELLI COMUNE
CAPITOLO VII
L’ORIGINE DEL COMUNE
I villacastellani, sotto la guida dei due sacerdoti, padre Luigi Fumarola e l’arciprete Caliandro e di due laici, Antonio e Domenico Palazzo, lavorarono incessantemente per ottenere l’autonomia comunale e per poter a terminare la costruzione della maestosa chiesa matrice.
Nel 1924 si costituì il primo comitato pro autonomia con presidente il cav. Alessandro Neglia, vicepresidente Giovanni Bellanova, segretario ins. Antonio Felle, cassiere Cosimo Ligorio. Componenti: Antonio Caliandro, sac. Giuseppe Caliandro, Pasquale Carrieri, Oronzo Ciciriello, sac. Cataldo D’Urso, Francesco D’Urso, Lorenzo Elia, Antonio Giovane, Vitantonio Ligorio, Giovanni Neglia, Giuseppe Nigro, Domenico e Tommaso Palazzo, Giuseppe Venza e Giambattista Veccari.
Il comitato indirizzò la richiesta di autonomia, corredata da particolareggiata documentazione, al deputato della circoscrizione on. Calò, il quale ne caldeggiò l’appovazione, prima presso la Prefettura di Lecce e poi al Governo centrale di Roma.
IL REGIO DECRETO N. 308
Finalmente con l’avvento del Fascismo, rigeneratore dei pubblici poteri, per volontà del Duce e Capo del Governo S. E. Benito Mussolini, e per l’interessamento degli On. Achille Storace ed Ugo Bono, l’11 febbraio 1926, si ottenne l’invocato provvedimento legislativo col seguente R. Decreto, n. 308: ‘Vittorio Emanuele III per grazia di Dio per Volontà della Nazione Re d’Italia’ sulla proposta del nostro Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’Interno; vedute le istanze in data 21 dicembre 1919 e 17 dicembre 1925, con la maggioranza degli elettori amministrativi appartenenti alla frazione di Villa Castelli del Comune di Francavilla Fontana, ha chiesto il distacco dal Comune medesimo e la costruzione in Comune autonomo della frazione anzidetta; veduta la deliberazione 24 luglio 1925 del Consiglio comunale di Francavilla Fontana; veduto il parare favorevole alla costituzione in comune autonomo della frazione di Villa Castelli espresso dalla Commissione Reale per la straordinaria amministrazione della Provincia di Lecce, con i poteri del Consiglio Provinciale, in adunanza 5 agosto 1925; udito il parare del Consiglio di Stato, le cui considerazioni si intendono nel presente decreto riportate; veduti la legge Comunale e Provinciale, il relativo regolamento, nonché il R. D. 30 dicembre 1923, n° 2839; abbiamo decretato e decretiamo: la frazione di Villa Castelli è staccata dal Comune di Francavilla Fontana e costituita in comune autonomo. Con successivo decreto sarà provveduto alla delimitazione territoriale fra i Comuni di Villa Castelli e Francavilla Fontana ed alla separazione patrimoniale. Ordiniamo con la presente munita del sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come leggi dello Stato.
Dato a Roma, addì 11 febbraio 1926.
Vittorio Emanuele
Federzoni
V. il Guardiasigilli: Rocco
IL PODESTÀ RAFFAELE OSTILLIO E LO SVILUPPO DEL PAESE
Così il nuovo Comune ebbe in Raffaele Ostillio il suo primo podestà che, come vedremo, lavorò alacramente per lo sviluppo del piccolo centro: … In esecuzione della legge, con R. Decreto 14 maggio 1926, fu a me conferito l’onore e l’onere dell’amministrazione del nuovo Comune, quale primo Podestà.
Accolsi con animo sicuro e con l’abituale disciplina di gregario fascista l’incarico commessomi, e venni qui entusiasticamente ricevuto dal popolo, anelante di giustizia e di benessere. Consapevole della grande responsabilità assunta per i poderosi problemi da risolvere – principalmente quelli riflettenti la delimitazione territoriale e la ripartizione patrimoniale con l’ex capoluogo Francavilla – mi misi all’opera per dare al Comune, che sorgeva, il suo assetto e il suo ritmo naturale, con quelle amorevoli cure che dagli autori si apprestano al neonato, perché progredisca sano e robusto negli anni. Ed è bene dire, senza recriminazioni, che qui tutto era da fare, ogni opera materiale e morale da iniziarsi, dalla strada alla scuola, tutta una via lunga nella quale si racchiudevano gli altri numerosi problemi di edilità, polizia e d’igiene. Tutto un programma da svolgere, riassunto in una sola parola: Progresso.
Il 18 marzo 1926 Il Commissario Prefettizio Giorgio Bernardi con un manifesto cittadino espresse la gioia di Francavilla Fontana per l’autonomia ottenuta, inneggiando ai cittadini probi, onesti e laboriosi di Villa Castelli. A riconoscenza dell’ottenuta autonomia, il Podestà fece murare sulla facciata principale della casa comunale una lapide, che con la caduta del fascismo andò divelta, con la quale si ricordava il conferimento alla cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.
Primo attò del podestà fu quello di provvedere ai lavori di adattamento di alcuni locali del castello, che si trovavano in uno stato di indecoroso abbandono, per il funzionamento della nuova amministrazione comunale. I lavori furono eseguiti per la somma di ₤ 6.136,78 dal maestro muratore Giuseppe Neglia. Lo stesso adattò altri locali ad aule scolastiche per la somma di ₤7.209,45 per le opere in legno, eseguite da maestro falegname Pao—lo Chirulli, furono spese ₤951,80. Nel frattempo, si pensò all’organizzazione dei vari servizi. L’Ufficio Comunale continuò ad assere espletato dall’applicato sig. Francesco Formosi e dal messo scrivano Francesco Maiorano. Il primo Ufficio di segreteria fu affidato al dott. Italo Sardiello, mentre l’Ufficio di Polizia Urbana era formato dalle guardie Giovanni Neglia e Donato Almiento ex bidello scrivano. Infine fu istituito il primo Consorzio di Guardie Campestri e nominata la Prima Commissione edilizia e si cominciò. Inoltre, a pensare subito ad un opportuno piano regolatore, sotto la guida dell’ing. Francesco Salerno di Francavilla Fontana.
Difficile fu il funzionamento della Finanza locale, come anche la confinazione territoriale del nuovo comune. L’intera supercificie agraria, di 3.150 ettari, comprende 38 fogli catastali. Con l’atuorizzazione dell’On. Ministro della P.I., sul parare favorevole della Sovrintendenza alle Antichità e Belle Arti, fu modificata e completata la toponomastica stradale.
Per prime furono sistemate piazza Municipio, Piazza del Littorio e Piazza Maggi, dove fu realizzato un modesto giardino pubblico, subito dopo le vie più importanti del paese. Fu anche aumentato il numero delle fontane pubbliche. La sola sistemazione del Corso Vittorio Emanuele venne a costare ₤ 2.388,50. Per l’allineamento e la sistemazione di via San Carlo e dell’ultimo tratto del Corso, in direzione della costruenda chiesa, furono acquistate e abbattute delle case, che toglievano la visuale della chiesa matrice e ne deturpavano l’estetica. Fu sistemata piazza Elio Galiano (attuale Piazza Caduti di Nassirya, già Largo Chiesa Vecchia) e fu collocata la grande cisterna ivi esistente; fu costruita un aiuola al centro della piazza e una ringhiera in ferro a protezione del burrone sottostante. Il tutto costò ₤ 1.300, i lavori furono eseguiti dai maestri Giuseppe Neglia e Cosimo Giovane. Infine, furono alberate le quattro piazza del paese, alcune vie interne e il piazzale del Cimitero, per la somma di ₤ 1,274,10. Lo stesso Cimitero, trascurato fin dalla sua costruzione, prese nuova forma; fu data possibilità di costruire nuove cappelle, di sistemare i viali e i campi di inumazione e di mettere a dimora 70 cipressi. La sala delle autopsie fu fornita di strumenti necroscopici. acquistata dalla Ditta Guidotti di Napoli e, per l’ultimo, fu confermato custode e seppellitore il sig. Vito Lupo.
Il pubblico orologio da tempo fuori uso, fu riparato e dato in custodia al sig. Angelo Francischiello. Andando avanti nella realizzazione delle varie opere, fu potenziata la pubblica illuminazione, il numero dei fanali fu portato a 60, per una spesa complessiva annua di ₤ 8.607,20; l’appalto fu aggiudicato al sig. Giovanni Antelmi.
(“La solenne inaugurazione della luce elettrica a Villa Castelli. L’arrivo delle Autorità. Da tutti i balconi sventolava il tricolore ed i muri erano tappezzati di striscioni inneggianti al Duce, al Prefetto Perez, agli onorevoli Storace e Bono, al Segretario Federale avv. Magnozza e al console generale Martinesi. Alle ore 17 le organizzazioni e la popolazione con a capo il Podestà si sono portate all’ingresso del paese per ricevere le autorità provenienti dal Capoluogo. Da Brindisi sono infatti giunte S.E il Prefetto Perez con la contessa Perez e la signora Raimondi, il Segretario Federale avv. Magnozza con la signora Magnozza, il console generale cav. uff. Martinesi, il fiduciario provinciale del Sindaco Giornalisti Enrico Accettulli, il seniore Spagnolo, il capitano dei Carabinieri signor Amoroso, il Commissario di P.S. dott. Rizzo, il Centurione De Virgiliis, i capomanipoli Nacci, Roma, De Castro, il cav. Francesco Di Noia direttore della Società Elettrica Brindisina anche in rappresentanza della Società Elettrica della Puglia Meridionale, la Società concessionaria, che con tanta sollecitudine e tanta benevolenza è venuta incontro ai desiderata delle autorità locali e della popolazione. Da Francavilla erano giunti il Podestà comm. Pisciotta, il Segretario Politico avv. Galiano anche in rappresentanza del Presidente del Tribunale, l’ing. Salerno, il cent. Argentina, il conte e la contessa di Gaeta, il prof. Maggi, il contino di Gaeta; da Ceglie il Duca Verusio e i capomanipoli D’Amico e Allegretti, da Taranto il vice presidente della Società Elettrica della Puglia Meridionale comm. Castellana, il direttore tecnico cav. Maresca, il direttore amministrativo dott. Puttilli, il capo ufficio tecnico signor Vigliano; ed inoltre l’ing. Bonavolta e il dott. Pasarese. L’ing. Lucifero aveva telegrafato scusando la sua assenza. L’arrivo di S.E. il Prefetto Perez, del Segretario Federale avv. Mugnozza, del console generale Martinesi e delle altre autorità del Capoluogo è stato segnalato da sparo di mortaletti. Il Podestà cav. Ostillio ha reso omaggio a S.E.. il Prefetto, mentre le signorine Ostillio e al signora Neglia Urgesi hanno offerto fasci di fiori alla contessa Perez e alla signora Magnozza.
La popolazione ha accolto con vive acclamazioni la visita del Prefetto, il quale si recava per la prima volta nel ridente paese, ed ha accompagnato le autorità in corteo festante, mentre la musica di Ceglie Messapica eseguiva gli inni nazionali. Dopo una breve visita al Duomo, che è sorto nella sua magnifica imponenza col solo contributo della cittadinanza e col sussiduo del nuovo Comune, per merito precipuo dell’arciprete rev. Giuseppe Caliandro, le autorità hanno visitato i lavori di sistemazione della Casa del Comune e delle varie strade; compiacendosi vivamente col Podestà cav. Ostillio per la sua opera alacra e fattiva, ed hanno quindi visitato la cascata dell’Acquedotto Pugliese. La cerimonia inaugurale. Alle 19 ha avuto luogo l’inaugurazione della luce. Madrina della cerimonia è stata la gentile figliuola del Podestà, signorina Lina Ostillio, la quale dopo la benedizione impartita dal Parroco Caliandro, ha infranto contro la cabina la tradizionale bottiglia di spumante ed ha schiuso l’interruttore. Nello stesso istante migliaia di lampadine che ornavano gli archi di una galleria si sono accese, tra il formidabile applauso della popolazione esultante… Le autorità hanno quindi visitato la cabina e l’impianto costruito per conto e a spese della S.P.EM.E. L’impianto consente, in via ordinaria l’accensione di 100 lampade con 6500 candele, ed in via straordinaria l’accensione di 2300 lampade per 55.000 candele. La cabina di trasformazione è della potenza di 50 Kw. Dopo la Cerimonia alla signorina Ostillio i rappresentanti della Società offrirono fasci di fiori. Infine sul Municipio ha avuto luogo un riuscito ricevimento. Gli onori di casa ono stati fatti dal ca. Ostillio e dalle sue avvenenti figliuole. Agli ospiti e agli invitati sono stati serviti rinfreschi e liquori. Oltre alle autorità del capoluogo e dei paesi vicini hanno partecipato al ricevimento le signore Ostillio, Pascarese, Putilli, Gioia, Neglia-Urgesi, il Commissario del Fascio signor Formosi, il parroco Caliandro e gli altri sacerdoti e i signori Sardiello, Gallone, Antelmi, dott. Cozzolino, Palazzo, Venza, Enriquenz, Vacca, capomanipolo Santoro e tutti i capi delle organizzazioni locali. Alle ore 21 le autorità sono riparite fatto segno ad una nuova calorosa manifestazione da parte della popolazione. Dal Giornale di Brindisi 29 agosto 1929.”
L’Uffico Medico Condotto e quello di Ufficiale Sanitario furono affidati al dott. Vincenzo Cozzolino, vincitore di concorso.
IL SERVIZIO SANITARIO
Molto precario era il servizio sanitario: se l’assistenza ostetrica era presente fin da allora, non così era quella medica. Nei primi anni di vita della borgata, era presente l’ostetrica Maria Giuseppe Priore, nata a Ceglie Messapica nel 1773, coniugata con Rocco de Giorgio e abitante alla strada del Palazzo. Morì a Villa Castelli il 27 febbraio 1848. Le sue due figlie Maria Teresa e Maria Rosaria continuarono la professione della madre. Maria Fontana Ardito venne nominata, nel 1894, levatrice condotta per l’assistenza gratuita alle partorienti povere del paese. Nel 1899 percepiva dal comune lo stipendio annuo di Lire 200, dieci anni dopo, nel 1909, il vicesindaco Antonio Palazzo certificò l’inappuntabile e lodevole servizio della Ardito.
Nel 1866, a causa dell’epidemia di colera; il francavillese dott. Raffaele Mauro fu uno degli addetti alla visita degli infelici attaccati dal morbo a Villa Castelli. Il 1869, su ulteriore richiesta da parte dei villacastellani di un medico condotto, fu designato il dott. Raffaele Mauro con l’obbligo di residenza a Villa Castelli. Il dott. Mauro, non avendo accettato la proposta, si accontentò di Lire 170 per visitare gli ammalati nei mesi estivi.
In una memoria del 1871, inviata al Consiglio Provinciale, si legge che la borgata di Villa Castelli, di millecinquecento anime, era stata lasciata senza medico e senza farmacista, Nel 1877 fu nominato per due anni medico condotto, con lo stipendio annuo di Lire 1400, il Dott. Eugenio Ricci. In seguito, un gruppo di medici di Francavilla, sorteggiati, garantivano l’assistenza medica, mentre il servizio farmaceutico, in questo periodo, era affidato al farmacista Giovanni Gioia. Negli anni 1907 e 1908 l’ufficiale sanitario Raffaele Lupo, dietro compenso di Lire 78, effettuò cinque visite ispettive di Puntola maligna e una visita a un cavallo morto, affetto, probabilmente, da Morva. Il 10 agosto 1911 il Dott. Alessandro Caroli di Francavilla Fontana, si trasferì a Villa Castelli e qui esercitò la sua professione fino al 1924. In questo periodo fu medico a Villa Castelli anche il dott. Donato Palma, trasferitosi dalla vicina Ceglie Messapica. Infine, la villacastellana Maria Rosaria D’Angela fu levatrice nel 1902 con un compenso annuo di Lire 100. Morì a Villa castelli nel 1925.
Il dott. Vincenzo Cozzolino, nato ad Ostuni il 9 giugno 1899, laureatosi a Pisa il 1° giugno 1924 , si trasferì a Villa Castelli ed esercitò la professione fino al 1979, anno della sua morte. In quel periodo fu coadiuvato dall’ostetrica Augusta Cassoli, denominata la Bolognese, in quanto nata a Bologna il 5 settembre 1904. Benvoluta da tutti i villacastellani, morì il 1° marzo 1994. Il podestà Ostillio confermò, come ostetrica condotta, la sig.ra Gemma Nisi, mentre, il servizio farmaceutico ebbe inizio il 20 gennaio 1928, con la titolarità della signorina Raffaella Pace (di quest’ultima ve ne abbiamo parlato qualche anno fa inerente alla fondazione dell’Azione Cattolica di Villa Castelli).
Altra parte aggiuntiva scritta qualche giorno fa inerente ai primi medici condotti, farmacisti e levatrici dalla fine del 1700.
In data 8 settembre 1928, il Comune si fregiò del gonfalone municipale e dello stemma civico. Nel documento ufficiale sono così descritti: D’azzurro, al castello torricellato di due e merlato, d’argento, murato, aperto e finestrato di nero, posto a sinistra dello scudo e terrazzato di verde addestrato da un albero d’olivo, al naturale.
Il servizio di nettezza urbana fu così potenziato: fu aggiunto un secondo carro-botte e fu assunto un terzo uomo che, oltre al servizio di nettezza, curasse l’inaffiamento stradale nella stagione estiva e lo sfangamento della stagione invernale”.
L’impianto e l’esercizio della pubblica e privata illuminazione elettrica avvenne nel 1929; piace riportare l’articolo del Giornale di Brindisi, in data 29 agosto 1929 della solenne inaugurazione della luce elettrica a Villa Castelli.
Furono costruiti due vespasiani pubblici, il primo nelle vicinanze del Comune, l’altro nelle vicinanze della chiesa matrice.
Venne istituito il primo canile municipale e il servizio di raccolta dei cani randagi; il responsabile del servizio percepiva un assegno di ₤ 5 giornaliere.
Per favorire il collegamento del paese con i comuni limitrofi si istituì il primo servizio automobilistico Villa Castelli – Francavilla Fontana, essendone titolare il sig. Pietro D’Urso. Inoltre si pensò ad una prima sistemazione della strada Villa Castelli – Eredità – San Barbato, nella cui contrada si trova la Stazione Ferroviaria dello Stato Taranto – Brindisi.
Fu istituita la Commissione per la disciplina del commercio di vendita al pubblico; nelle prime riunioni furono rilasciate ben 58 licenze. Inoltre lo stesso mestiere di capraio e pecoraio fu regolamentato, tenendo conto della nuova legislazione in materia. In mancanza di Opere Pie, il podestà costituì la prima Congregazione di Carità nelle persone dei signori Domenico Palazzo, Giuseppe Venza, Vito Bernardi, Pietro Cavallo, Lorenzo Elia con presidente il sig. Palazzo. Nel frattempo la Federazione Provinciale Fascista di Terra d’Otranto nominò il podestà cav. Ostillio commissario per la ricostituzione del Fascio. Così fu ricostituita la sezione del Fascio diretta dal sig. Francesco Formoso e dall’insegnante sig.ra Maria Gioia-Palazzo; cooperatori i professori Alessandro Neglia, Antonio Felle e Gioia Giordano.
Fu costituita una Colonia Mariana, ma dovette passare molto tempo per la sua realizzazione. Con un corpo di 60 balilla, non mancò l’idea al nostro infaticabile cavaliere di costruire il Campo Sportivo del Littorio, Nel frattempo, l’unico sport praticato dagli abitanti fu la caccia; e per i ragazzi, i vari giochi nel mezzo della pubblica strada. L’operà che impegnò maggiormente il podestà Ostillio, fu senza dubbio quella di eliminare la piaga dell’analfabetismo. Nel primo anno di autonomia funzionavano ben 11 classi, con 241 alunni, con l’insegnante Grazia Maria Donadei e l’assistente Consiglia Nisi. Fu istituito il Patronato Scolastico e la prima scuola materna comunale con 84 bambini; fu istituita pure una scuola serale per gli adulti, con 62 iscrizioni e 43 frequentanti, con la guida dell’insegnante Alessandro Neglia. All’inizio degli anni ’30, sotto la direzione del maestro costruttore Giuseppe Neglia, fu costruito sull’impervia gravina, un maestoso ponte a 9 luci e sulla spianata antistante un grande edificio scolastico dove, come è doveroso ricordare i primi insegannti di Villa Castelli quali Alessandro Neglia, Giordano Gioia, Giuseppe Neglia e Antonio felle, forgiarono le nuove leve del paese.
Sulla stessa spianata forse il primo grande palazzo, adibito a Caserma dei Carabinieri. Piace qui riportare i nomi di alcuni fra i primi carabinieri del nostro paese, oltre al brigadiere Raffaele Cavallo, fucilato il 7 aprile 1944 a Corfù dai nazisti. Chirulli Paolo, Gallone Tommaso, Santoro Vito (maresciallo capo), Scialpi Euprepio.
Negli anni ’30, con la sistemazione delle strade di periferia, con la costruzione del ponte sulla gravina, l’edificio scolastico, il palazzo adibito a Caserma dei Carabinieri e con il completamento dell’erigenda Chiesa Nova, Villa Castelli presenta una prima sua struttura urbana. Particolare impulso a questo periodo di costruzione fu dato da tre maestri costruttori: il maestro e architetto Domenico Palazzo, il maestro Giuseppe Neglia e il maestro Giovanni Danese.
IL POPOLO E LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI FINO AL 1950
Gli anni ’40 furono caratterizzati dal conflitto della Seconda Guerra Mondiale, con un periodo di povertà, ansie e sacrifici. Si ricorda il bombardamento di una divisione tedesca, accamoata in contrada Pezze Le Monache,e la caduta di un bimotore inglese sul centro del paese, che provocò la morte di tutto l’equipaggio e dell’intera famiglia Gioia, composta da cinque persone. La conclusione del conflitto mondiale segnò per la popolazione villacastellana la fine del medioevo e l’iniziò dell’età contemporanea, Al podestà Ostillio successero, nel solo anno 1938, tre commissari prefettizi: il cav. dott. Giuseppe Ciraolo, il cav. rag. Giovanni Fiorenza e il sig. Vito Santoro di Villa Castelli. Il villacastellano sig. Pietro Caliandro fu nominato commissario prefettizio nel 1940, mentre nel 1942 successero i signori Tommaso Bellomo e Francesco Nigro. Ultimo commissario prefettizio fu il cav. dott. Vincenzo Cascio, nominato nel 1943; fu poi nominato nello stesso anno podestà il sig. Vito Santoro, Nell’anno 1944 fu nominato prima commissario prefettizio, il villacastellano cav. Alessandro Neglia e poi, sindaco, il sig. Cosimo Elia. Nell’anno 1945 fu nominato commissario prefettizio Giovanni Cito e poi sindaco il sig. Oronzo Cavallo. Nel 1946, dopo vent’anni dal fascismo, con la partecipazione al voto per la prima volta le donne, si svolsero in un clima di incertezza politica, le prime commissioni elettorali, delle riportiamo i risultati:
1) Referendum del 2 giugno 1946:
Voti validi 2.133
Monarchia 2.012
Repubblica 121
2) Assemblea Costituente del 2 giugno 1946
Elettori 2.604
Votanti 2.276
Voti di lista validi 1.969
– Democrazia Cristiana 1.374
– Blocco Nazionale della Libertà 283
– Unione Democratica nazionale 147
– Movimento Democratico
– Monarchico Italiano 74
– Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria 28
– Partito Cristiano Sociale 25
– Partito Comunista Italiano 16
– Partito d’Azione 12
– Partito Repubblicano Italiano 5
– Movimento Unionista Italiano 5
3) Elezioni amministrative del 27/10/1965
1) Fronte dell’uomo qualunque seggi 16
2) Segno Tricolore seggi 4
Nel 1946 fu sindaco, prima, il sig. Pietro Crescenzio e, poi, il dott. Luigi Elia. Dall’”ANNUNCIO DELLA TERRA D’OTRANTO 1950-1951”)
Amministrazione comunale:
• Sindaco: dott. Luigi Elia
• Vicesindaco: prof. Euprepio Schiavilla
• Assessori: Antonio Cavallo, Rocco Gioia, Vito Michele Nigro
• Consiglieri: Antonio Caliandro, Martino Caliandro, Rocco Cantoro, Vito Ciracì, Pietro Crescenzio, Cataldo D’Urso, Francesco D’Urso, Cosimo Elia, Domenico Giovane, Pasquale Ligorio, Rocco Palma, Ciro Urselli.
• Segretario comunale: dott. Angelo Siliberti
• Ufficiale sanitario: dott. Vincenzo Cozzolino
• Medico condotto: dott. Vincenzo Cozzolino
• Veterinario comunale: dott. Augusto Paganelli
• Levatrice condotta: Augusta Cassoli
• Polizia urbana: comandante Giuseppe Antelmi
Amministrazione militare:
• Ufficio leva: a Brindisi
• Opera Nazionale Combattenti e Reduci, presidente: Cav. Ciro Urselli
• Vedove e orfani di guerra, presidente: Cosima Lorusso
• Mutilati e invalidi di guerra, presidente Pietro Rossini
Amministrazione della giustizia:
• Conciliatore: cav. Ciro Urselli
• Vice Conciliatore: Antonio Cavallo
Amministrazione scolastica:
• Scuola elementare, direttore didattico: a Ceglie Messapica, fiduciario, prof. Giordano Gioia
• Popolazione scolastica: alunni 500
• Asilo infantile: Suore di Gesù Eucaristico
Associazioni varie e circoli:
• Liberi Sindacati, segretario: Giuseppe Chirulli
• Ufficio del Lavoro e collocamenti, segretario: Donato Ciracì
• ACLI, presidente: prof. Silvio Neglia
• CRAL, commissario: cav. Ciro Urselli
Associazioni sportive:
• Unione Sportiva “Libertas”
Partiti Politici:
• Democrazia cristiana, segretario: Prof- Silvio Neglia
• Partito Comunista Italiano, segretario: Tommaso Colombo
• Partito Socialista Italiano, segretario: Giuseppe Cavallo
• Uomo Qualunque, segretario: Eupremio Schavilla
• Movimento Sociale Italiano, segretario: Anselmo Cassese
Industria:
• Alberghi: Carmela Urgese
• Appaltatori edili: Antonio Cavallo, Francesco Neglia
• Forni: Antonio Barletta, Cosimo Cantoro, Carlo Cassese, Angelo Miccoli
• Mobili. Giovanni Bruno, Angelo Cassese e F.lli
• Frantoi oleari: Francesco Bellanova, Antonio Caliandro, Rocco Caliandro, Rocco Cantoro, Giovanni De Leonardis, Francesco e Domenico D’Urso, Giuseppe D’Urso, Cosimo Elia, Rocco Ligorio, Pietro e Giuseppe Mauro, Antonio Miccoli, Francesco Nigro, Giuseppe Palazzo, Giuseppe Rossini.
• Stabilimenti vinicoli: Francesco Cernò, Cosimo Elia, Rocco Valente.
Commercio:
• Alimentari, salumerie e affini: Giuseppe Barletta, Francesco Cernò, Antonio Ciracì, Giuseppe Ciracì, Fontana D’Urso, Francesco D’Urso, Domenico Gianfreda, Giovanni Giovane, Maria Fontana Leone, Cosimo Ligorio, Pitero Mauro, Rosa Mauro, Giuditta Neglia, Arcangela Venza.
• Cancelleria e cartoleria: Addolorata Ciracì, Oronzo De Leonardis, Cosimo Ligorio, Pietro Mauro.
• Bar, caffè, pasticceria: Giovanni Antelmi, Francesco Cernò, Antonio Ciracì, Vito Ciracì, Paolo D’Aquila.
• Calzature e cuoiami: Antonio Felle, Cosimo Giacovelli.
• Confezione mode e tessuti: Giuseppe D’Urso, Leonida Mauro, Maria Tarantino, Angela Venza,
• Generi di monopolio: Cosimo Ligorio, Pietro Mauro.
• Lubrificanti e affini: Pietro Miccoli, Antonio Neglia.
• Concimi e anticrittogamici,ecc: Consorzio Agrario
• Macellerie: Cataldo Alò, Alessandro Barletta, Enrico Cassese, Onofrio Colombo, Tommaso Colombo, Cosimo Prusciano.
• Mobili: Giovanni Camassa.
• Noleggio Rimesse Auto: Arcangelo Almiento, Paolo Di Giuseppe.
• Noleggio Cicli: Arcangelo Almiento, Cosimo Lonoce, Giuseppe Miccoli, Antonio Neglia, Pasquale Neglia.
• Mediatori: Cosimo Barletta, Vito Ciracì.
• Trattorie. Antonio Ciracì.
• Fichi all’ingrosso: Francesco Nigro, Pietro Nisi, Giuseppe Palazzo.
• Vini all’ingrosso: Domenico D’Urso, Cosimo e Giuseppe Elia.
• Olio all’ingrosso: Francesco Bellanova, Antonio Caliandro, Domenico D’Urso, Giuseppe D’Urso, Cosimo Elia, Michele Enriquez, Nicola Leporale, Rocco Ligorio, Giuseppe Palazzo.
Artigiani:
• Falegnami ed Ebanisti: Tommaso Camassa, Rocco Cantoro, Angelo Chirulli, Antonio Epifani.
• Magliaie: sorelle Mauro, sorelle Nisi.
• Meccanici: Cosimo Giacovelli, Giuseppe Solito.
• Barbieri: Tommaso Almiento, Angelo Francischiello, Antonio Ligorio, Francesco Venza.
• Sarte: Maria Rosaria Ligorio, Grazia Neglia, Rosaria Pignatelli, Cira Santoro, Lucia Vacca.
• Sarti: Rocco Barletta, Cosimo Calcagnile, Antonio Ligorio, Angelo Pignatelli, Giuseppe Venza.
Informazioni tratte dal Volume “I Mirmidoni e Villa Castelli”, Prof. Pietro Scialpi.

Da un’articolo pubblicato lo scorso: “Il primo podestà Cav. Raffaele Ostillio e i sindaci di Villa Castelli del passato
Nel lungo periodo che va dalla seconda metà dell’800 all’anno 1926, anno in cui la frazione ottenne l’autonomia comunale, l’intera popolazione visse un po’ peggio di una vil mandra, come si legge in una memoria dell’epoca. Il primo nucleo abitativo fu denominato dalla “matrigna” Francavilla Fontana Villaggio Li Castelli e successivamente Villa Castelli.
La costruzione dell’Acquedotto Pugliese sulle alture di Monte Fellone, all’inizio del nuovo secolo, non aiutò purtroppo lo sviluppo economico del paese, al quale invece diede impulso l’edificazione della nuova chiesa parrocchiale. Lo spirito di libertà e autonomia dei Villacastellani, sempre represso, esplose palesemente 100 anni fa, nel 1924, quando si costituì il primo Comitato pro autonomia con presidente il Cav. Alessandro Neglia, vicepresidente Giovanni Bellanova, segretario insegnante Antonio Felle, cassiere Cosimo Ligorio; componenti: Antonio Caliandro, Sacerdote Don Giuseppe Caliandro. Pasquale Carrieri, Oronzo Ciciriello, Sac. Cataldo D’Urso, Francesco D’Urso, Lorenzo Elia, Antonio Giovane, Vitantonio Ligorio, Giovanni Neglia, Domenico e Tommaso Palazzo, Euprepio Scialpi, Giuseppe Venza e Gianbattista Veccari.
Il comitato indirizzò la richiesta di autonomia al Deputato della Circoscrizione On. Calò, il quale ne caldeggiò l’approvazione, prima presso la Prefettura di Lecce e poi al Governo centrale di Roma. Con il Regio Decreto n. 308, la frazione di Villa Castelli fu staccata dal Comune di Francavilla Fontana e fu costituita in Comune autonomo. Il primo Podestà fu il Cav, Raffaele Ostillio, che così scrisse: “E Villa Castelli, a 251 metri s.l.m., ridente paese, che il sole bacia ed avvolge nei suoi monti, ultime propaggini della Murge, luminoso, per i meravigliosi campi che lo circondano, non è oggi la più dimenticata e negletta borgata di un tempo, ma è libero Comune d’Italia, fisso con lo sguardo e fermo con l’aspirazione ad un costante progresso”. Ostillio (Taranto 1878-1940) era di casata tarantina ed è stato un personaggio chiave della storia del paese negli anni del fascismo.
Nel 1928 il Comune si fregiò del gonfalone municipale e dello stemma civico, che nel documento ufficiale vengono descritti così:”D’azzurro, al castello torricellato di due e merlato, d’argento, murato, aperto e finestrato di nero posto a sinistra dello scudo e terrazzato di verde addestrato da un albero d’ulivo, al naturale”. L’Amministrazione Ostillio fu di breve durata, ma così intesa che ancora oggi ne restano i segni. La nuova sistemazione del palazzo comunale, dell’intero assetto vario, la costruzione di un maestoso ponte a nove luci e di un edificio scolastico, infine l’istituzione della Caserma dei Carabinieri e il completamento della erigenda chiesa diedero una nuova e generale struttura a Villa Castelli. E per finire, bisognava attendere ben quattordici lustri per assistere ad una nuova rinascita del paese, realizzata a cavallo del secondo e terzo millennio ad opera del sindaco Vitantonio Caliandro. Ricordiamo solamente la ristrutturazione del palazzo comunale e la relativa Piazza Municipio come anche il monumento “L’ala della fede”, lungo la strada per Ceglie Messapica.
Riportiamo qui di seguito i nomi dei sindaci, che si sono succeduti alla guida del paese, dall’autonomia fino ai nostri giorni e le foto del primo podestà Raffaele Ostillio e dell’ultimo catalogato Avv. Francesco Nigro (libro pubblicato nel 2008 e non aggiornato ai giorni nostri).
Ostillio Raffaele (06.08.1926 – 08.07.1938), Circolo Cav. Giuseppe (09.07.1938 – 02.08.1938), Fiorenza Cav. Giovanni (03.09.1938 – 18.10.1938), Santoro Vito (19.10.1938 – 10.06.1940), Caliandro Pietro ( 11.06.1940 – 09.09.1942), Bellomo Tommaso (10.09.1942 – 30.10.1942), Nigro Francesco ( 31.10.1942 – 24.06.1943), Cascio Cav. Vincenzo (25.06.1943 – 20.08.1943), Santoro Vito (21.08.1943 – 06.03.1944), Neglia Alessandro (07.03.1944 – 10.11.1944), Elia Cosimo (11.11.1944 – 23.01.1945), Cito Giovanni (24.01.1945 – 15.06.1945), Cavallo Oronzo (16.06.1945 – 12.06.1946), Crescenzo Pietro (13.06.1946 – 06-12-1946), Elia Dr. Luigi (07.12.1946 – 09.05.1952), Barletta Marco (10.05.1952 – 03-09-1954), Caliandro Martino (04.09.1954 – 13-12-1960), Schiavilla Prof. Euprepio (14.12..1960 – 25.02.1965), Nigro Giuseppe, Rag. (26.02.1965 – 30.12.1965), Micella Dr. Lorenzo (31.12.1965 – 14.01.1966), Rinaldi Dr. Pio (15.01.1966 – 17.04.1969), Neglia Silvio, Ins. (18.04.1969 – 05.03.1975), Nigro Giuseppe, Rag. (06.03.1975 – 21.10.1979), Caliandro Giuseppe (22.10.1979 – 21.09.1981), Guido Arnaldo, Rag. (22.09.1981 – 28.01.1982), Neglia Silvio, Ins. (29.01.1982 – 23.07.1985), Nigro Giuseppe, Rag, (24.07.1985 – 21.08.1990), Neglia Alessandro (22.08.1990 – 01.02.1995), Minerva Dr.ssa Clara (02.02.1995 – 22.04.1995), Caliandro Vitantonio (23.04.1995 – 13.06.2004), Nigro Francesco, Avv. (13-06-2004 – …).
*parte aggiuntiva e aggiornata: Nigro Francesco (? 2009- ? 2014), Vitantonio Caliandro (? 2014-? 2019), Rag. Giovanni Barletta (? 2019- ? 2024), Rag. Giovanni Barletta (? 2024-2029?)…
Informazioni tratte dal volume “LA FEDE FATTA PIETRA A VILLA CASTELLI” dei concittadini Prof. Pietro Scialpi con la collaborazione di Padre Raimondo Lupo”.
La foto di copertina è di Lino Chirulli.
Con questo abbiamo terminato di presentarvi tutto il territorio di Villa Castelli dall’origine ai giorni nostri, dalla Preistoria all’Età Contemporanea. In questi 10 anni circa, in particolar dal 7 settembre 2016 sulle pagine social di “Villa Castelli in Foto” e dal 2021 sul sito LiCastelli.it, vi abbiamo raccontato storie, tradizioni, aneddoti e altri episodi di cui eravamo quasi tutti a conoscenza ma anche tanti approfondimenti e scoperte di cui nessuno sapeva niente. Negli ultimi due anni, dal 2023, vi abbiamo tenuti compagnia facendovi conoscere usi, luoghi e personaggi che hanno fatto la storia di Villa Castelli, prendendo informazioni e studi effettuati dal web e da vari volumi scritti da storici locali, tra i principali: il Prof. Pietro Scialpi, l’Architetto Giuseppe Antonio Caliandro, già Presidente della Pro Loco Villa Castelli (1945-2022), Il Prof. Rocco Biondi (1945-2023), i coniugi il Geom. Nicola Cavallo e la Prof.ssa Luigia Altavilla, Angelo Giuseppe Chirulli già Responsabile dell’Ufficio Cultura e Turismo del Comune di Villa Castelli, il Prof. Giovanni Neglia “Nino” (anni ’20?-2005?) uno dei massimi esperti di Specchie della nostra zona, la Prof.ssa Maria Concetta Castellano e il francavillese Prof. Rosario Jurlaro (1930-2024) e tanti altri…
Continueremo a pubblicare le ulitme ricerche sulle Masserie rimaste su “Villa Castelli in Foto” e poi se ci saranno nuove scoperte…
Buon centenario di Autonomia Comunale alla Città di Villa Castelli (BR) [11.02.1926 – 11.02.2026]
Villa Castelli, 07-06-2025
A presto!

Ottimo lavoro, molto chiaro ed esaustivo ed utile a conoscere la Storia del nostro paese
Grazie mille Michele!