20 anni fa ci lasciava il Sen. Pietro Alò
Sono trascorsi esattamente 20 anni dalla scomparsa dell’On. Pietro Alò.
Il 13 giugno del 2005, festività di Sant’Antonio di Padova, all’età di 58 anni, moriva in Roma Pietro Alò, nato a Villa Castelli il 14 novembre 1947, già Senatore della Repubblica nella XII legislatura.
Sia da semplice cittadino che come parlamentare, fece della propria militanza politica una ragione di vita, non certo personale, ma rivolta alla comunità alla quale apparteneva.
Vogliamo ricordarlo con un messaggio pubblicato sui canali social di sua nipote Micaela De Marco:
Nel nome di Pietro Aló: vent’anni dopo
Oggi, a vent’anni dalla sua scomparsa, ricordare mio zio Pietro Alò non è solo un gesto di affetto o di memoria familiare. È un atto politico, necessario e urgente. Perché se c’è una cosa che ho imparato da lui – e che cerco di onorare ogni giorno nel mio lavoro di imprenditrice sociale – è che la dignità non si contratta. E che il cambiamento comincia sempre da un gesto di coraggio individuale, anche quando il prezzo è l’isolamento o l’incomprensione.
Pietro è stato un uomo scomodo, lucido, coerente. Un contadino di idee, che ha zappato le zolle dure del caporalato, della miseria, della rassegnazione, anche quando erano proprio i suoi compaesani a guardarlo con sospetto. Lo ha fatto con passione, determinazione e una fede incrollabile nei diritti dei più fragili, dei più invisibili, degli ultimi.
Oggi, vent’anni dopo, quelle battaglie non sono finite. Hanno solo cambiato forma.
Oggi il caporalato ha la faccia di una app sullo smartphone. Si chiama “lavoretto”, ma è sfruttamento. Oggi i giovani crescono con l’idea che la precarietà sia la norma, e che i diritti siano un lusso da conquistare a colpi di curriculum. Oggi lo sfruttamento non è solo nei campi, ma nelle cucine dei ristoranti, nei magazzini della logistica, nei call center, nei tirocini “formativi” non retribuiti.
E allora mi chiedo: cosa farebbe zio Pietro oggi?La risposta che mi do è: avrebbe continuato a stare accanto a chi lavora, contro chi sfrutta, con chi sogna.Avrebbe ascoltato le storie di chi non ha voce. Avrebbe combattuto contro l’ingiustizia sociale e civile, anche quella silenziosa, nascosta dietro le pieghe della burocrazia o dei bilanci.
Io ho scelto di portare avanti questa eredità non in Parlamento, ma in strada, nei progetti educativi, nei laboratori con i giovani, nelle reti del Terzo Settore. Credo che anche questo sia un modo di fare politica. Con le mani, con il cuore, con la responsabilità di chi sa che il cambiamento vero parte dal basso.
La memoria di Pietro non ha bisogno di targhe.Ha bisogno di azioni, di scelte coraggiose, di alleanze nuove.Ha bisogno di chi crede ancora che l’uguaglianza non sia un’utopia ma una direzione.
Lo zio diceva sempre che la politica non è carriera, ma servizio.E io, oggi, voglio dire a voce alta che la sua lezione vive.Nei nostri corpi, nei nostri gesti, nei nostri progetti.
Perché Pietro Alò non è stato solo un senatore.
È stato – ed è – un seme.
E noi siamo la terra che lo fa germogliare.
Micaela De Marco
Imprenditrice sociale Cooperativa Se Puede-La100Lab
Nipote del Sen. Pietro Aló
Se Puede Cooperativa Sociale Casa per la Vita ” don Andrea Gallo” La100Lab San Michele Salentino”
