L’ingegnere fisico Francesco Venza da Villa Castelli a Boston per un dottorato di ricerca in nanofabbricazione e fotonica
In questi primi giorni del 2026 vi parliamo di Francesco Venza, 29enne originario di Villa Castelli che attualmente svolge attività di ricerca presso la Northeastern University di Boston in Massachusetts, USA.


Riceviamo e pubblichiamo:
“Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo Scientifico Ribezzo di Francavilla Fontana (BR), ero indeciso sul percorso da intraprendere. Da un lato ero interessato alle lingue e culture straniere, dall’altro ero affascinato dalla fisica e dalla possibilità di descrivere fenomeni complessi attraverso formule e modelli matematici. Alla fine, quest’ultimo interesse ha prevalso. Mi sono quindi iscritto al corso di Ingegneria Fisica al Politecnico di Torino e ho scelto di proseguire con la laurea magistrale in Nanotechnologies for ICTs, attratto dall’idea di sfruttare fenomeni alla nanoscala per lo sviluppo di nuovi dispositivi. Conclusi gli studi magistrali, il mio interesse si è orientato in particolare verso la nanofabbricazione e la fotonica, spingendomi a intraprendere il percorso di dottorato, che offre la possibilità di lavorare su progetti complessi e di continuare ad ampliare le mie competenze.
Ho sempre desiderato fare esperienze all’estero e l’opportunità di lavorare a Boston mi ha attratto in modo particolare, anche per la possibilità di entrare in contatto con realtà accademiche di eccellenza come il MIT (Massachusetts Institute of Technology) e Harvard.
Attualmente svolgo attività di ricerca presso la Northeastern University, all’interno di un gruppo stimolante e sotto la supervisione di un professore appassionato e ricco di idee. Il mio lavoro si colloca nell’ambito dei dispositivi basati su materiali superconduttivi, che, se raffreddati a temperature prossime allo zero assoluto, consentono di ridurre drasticamente le perdite nei conduttori di corrente. In particolare, l’attività è focalizzata sull’impiego di questi materiali per lo sviluppo di detector di singoli fotoni, con applicazioni in tecnologie quantistiche, e di reti neurali fisiche volte a migliorare l’efficienza e a ridurre i consumi — e quindi l’impatto ambientale — nei compiti di intelligenza artificiale.
Il flusso di lavoro tipico dell’attività di ricerca comprende la revisione della letteratura, la progettazione di esperimenti e dispositivi, seguita da simulazione del comportamento del dispositivo. In seguito il dispositivo viene fabbricato e successivamente caratterizzato, ottenendo dati utili a confermare o smentire le ipotesi iniziali. I risultati e le conclusioni vengono infine riportati in riviste scientifiche.
Il consiglio che mi sento di dare a chi legge è di cercare qualcosa che susciti autentico interesse, senza la necessità che sia inizialmente ben definito. Una volta scelto un percorso, è importante rimanere costanti anche di fronte alle difficoltà e agli inevitabili fallimenti, imparando ad apprezzare il percorso quotidiano, perché la cosa più importante è il cammino intrapreso, non solo la meta finale.”



È un orgoglio sentire queste notizie.
I migliori auguri
Grazie a lei per la lettura.