50 anni dalla nascita del gruppo folk della Pro Loco e della pubblicazione dei Canti Popolari di Villa Castelli
50 anni del Gruppo Folkloristico della Pro Loco “Li Castelli”.
Tratto dall’opuscoletto pubblicato 50 anni fa, esattamente l’11 febbraio 1976.
I CANTI POPOLARI DI VILLA CASTELLI A CURA DI MARIO D’ELIA
ENTE NAZIONALE PER IL TURISMO – BRINDISI ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO VILLA CASTELLI
GUIDE ALLE TRADIZIONI II
CANTI POPOLARI DI VILLA CASTELLI a cura di MARIO D’ELIA
EDIZIONE AMICI DELLA << A. DE LEO >> – BRINDISI
Copertina di A. SCIVALES



Le primissime foto.


Quanto scritto qui sotto è riportato nell’opuscoletto originario pubblicato il 7 febbraio 1976. (Nelle foto sopra)
PRESENTAZIONE
Dalle parole del primo Presidente e fondatore della Pro Loco di Villa Castelli, Prof. Franco Forleo:
“Circostanza più felice di quella del cinquantenario della autonomia comunale non poteva esserci offerta per presentare, attraverso i toni rudi ma spontanei dei canti della nostra comunità contadina, una sintesi degli impegni culturali che la Pro Loco di Villa Castelli, dall’atto della sua costruzione, ha assunto e delle attività di natura folclorica che essa va svolgendo.
Le ragioni per le quali, appena un anno fa, si dette vita contemporaneamente alla Pro Loco e all’omonimo gruppo Folcloristico, sono da collegare con la fede di chi sostiene che, al di là degli angusti confini municipalistici e provincialistici, esiste un’indiscutibile e genuina cultura pugliese che deve essere finalmente collocata nel contesto di una cultura nazionale, se non anche europea, pur senza compromettere i caratteri della << tipicità >> e della << differenziazione >> di ogni patrimonio letterario locale.
Il messaggio, pertanto, che affidiamo a questa raccolta di canti dialettali di Villa Castelli potrà essere chiaramente decifrato da quanti hanno assimilato la nuova concezione scientifica e antidommatica della cultura come insieme di tutte le manifestazioni della vita concreta di un popolo, di un gruppo etnico, di una comunità.
E il folclore, in nome del quale vivono oggi questi Canti Popolari, è certo l’espressione più vivida e più nobile di tali manifestazioni. Di parere concorde sono gli esperti di demologia i quali confermano che << il foclore non deve essere concepito come una bizzarìa; una stranezza o un elemento pittoresco, ma come una cosa che è molto seria e da prendere sul serio >>.
E noi il folclore lo abbiamo preso sul serio. Come seriamente vorremmo che fosse presa da coloro che operano nel settore dell’istruzione pubblica, affinché si riscoprano e si trasmettono nella scuola, a tutti i livelli, i valori di una cultura che sia soprattutto testimonianza del << vissuto >> dell’ << usuale >> del << giornaliero >>.
Solo in questa dimensione umana e popolare della cultura si giustifica il grazie che da queste pagine noi rivolgiamo ai protagonisti di questo lavoro: i contadini che, sempre cantando mentre aravano, zappavano e rimondavano, ci hanno consegnato un raro patrimonio artistico.
Un grazie subito dopo va detto a quanti hanno reso attuabile, in termini concreti, la raccolta dei Canti : a Ida Elia e Giuseppe Caliandro che hanno condotto le ricerche; a Rosario Iurlaro, direttore della biblioteca arcivescovile << A. De Leo >> di Brindisi, che ha incoraggiato e consigliato; a Mario d’Elia, dell’università di Lecce, che da << addetto ai lavori >> ha conferito rigore scientifico alla pubblicazione; ad Armando Scivales, che ha degnamente illustrato la copertina; all’Assessorato al Turismo della Regione Puglia e all’Ente Provinciale per il Turismo di Brindisi che finora hanno plaudito a tutte le nostre iniziative; a quanti, nell’umiltà dell’anonimato, hanno contribuito al successo dell’impresa”.
La trascrizione musicale e l’adattamento dei canti sono opera rispettivamente di FRANCESCO NEGLIA, venuto a mancare nel dicembre 2025 e SERGIO COSTANZO.
Il gruppo folcloristico, cui è dovuta l’esecuzione musicale, è stato organizzato dalla Pro Loco di Villa Castelli ed è composto da : GIOVANNI AMICO, FRANCESCO BARLETTA, TERESA BELLANOVA, SILVANA CANTORO, TONINO CANTORO, LUCIA CARLUCCI, ANNA CIRAC.., SERGIO COSTANZO, FRANCESCO D’AMICO, GRAZIA D’AMICO, ORONZO D’ANGELA, ETTORE ENRIQUENZ, VITO ENRIQUENZ, VITO ERRICO, FABRIZIO FORLEO, FULVIO FORLEO, TONINO FORLEO, GABRIELLA GUARINI, TONINO LONOCE, NICO MUOLO, MARCELLO NEGLIA, ROCCO NISI, MARIA ELISA RIZZI, TONINO ROSSINI, GIUSEPPE SANTORO, VITA SILIBERTO.

Photowalk organizzato con il Comune di Villa Castelli, Villa Castelli in Foto e Yallers Puglia il 22 ottobre 2017.

Manifestazioni in Piazza Municipio.

Domenica 6 luglio 1997 festa delle Pro Loco Mesagne

Manifestazione presso il cortile della scuola primaria in Piazza Ostillio.

Recentemente nella sede Pro Loco.
La raccolta dei canti popolari è così composta:
1. Tu, san Giuannə, quantə ; testo cantato da Oronzo D’Angela detto Ronz d Rubin lettere mancanti scrivere, di anni settantuno, contadino, nel 1975. Le tre varianti sono di Giuseppe Caliandro, detto Cap d spingh l, di anni trenta, architetto, e delle sorelle Angela, insegnante, e Vita, casalinga. Tutte le registrazioni sono presso la signorina Ida Elia ;
2. La bondierə di Cristə ; testo cantato da Oronzo D’Angela nel 1975 ;
3. Purcidduzzə e ttagghiarinə ; testo cantato da Giuseppe Caliandro nel 1970 ;
4. Nanna si, nanna si,
5. Lamentə
6. Vule’ sapevə a cci pien ə ; testo cantato da Giuseppe Caliandro nel 1973 ;
7. Bell d’azzùcchərə,
8. Dormə, tu dormə ; testo cantato da Filomena Siliberto nel 1973 ;
9. A lli tre funtanellə ; testo cantato da Anna Bellanova, detta Carisciol.., di anni cinquantadue, contadina, nel 1971 ;
10. Cara Ninettə ; testo cantato da Giuseppe Bellanova, detto Carasciol.., di anni trentaquattro, fruttivendolo, e della sorella Grazia, di anni quarantotto, contadina, nel 1972.
Le varianti sono di Maria Pugliese, detta La bbammin.. , di anni quarantanove, casalinga.
11. All’amorə nci volə ggiudi ə ; testo cantato da Anna Bellanova nel 1972 ;
12. E nnu giurnə scivə all’acqu.. a lla funt nə ; testo cantato da Oronzo D’Angela, dalla moglie Grazia Nis, detta D Sbar di anni sessantotto, contadina, e dal genero Francesco Santoro, detto Lu spird sant, di anni quarantuno, macellaio, nel 1970.
13. Migghièrmə ;
14. La jattə d’ l’acciuprèvətə ; testo cantato da Anna Lucia Nisi nel 1970
15. Lu pòtəscə ;
16. Lu cardillə ;
17. Girə lə rotə ; testo cantato da Giuseppe Caliandro nel 1970 ;
18. E llu sorgə jint’ lu paretə ; testo cantato da Giuseppe Caliandro nel 1970 ;
19. E lla mammə mi l’à ffattə ; testo cantato da Filomena Siliberto nel 1972 ;
20. F dèbbətə ; testo ricostruito sul canto di Cosimo Ligorio, Oronzo D’Angela, Giuseppe Caliandro e Maria Pugliese, dal 1970 al 1975 ;
21. Mammə ji morə ;
22. Tègnə ‘nu maritieddə ;
23. Lu al nə ; testo cantato da Anna Lucia Nisi nel 1971
24. A lli disciottə d’aprilə
INTRODUZIONE
Dalle parole del Prof. Mario D’Elia dell’Università di Lecce, 4 gennaio 1976:
“Ai giorni nostri l’uso del bilinguismo (lingua / dialetto) costituisce, come è noto, una delle più vistose testimonianze della vita culturale delle regioni italiane.
La questione del bilinguismo si identifica con il problema della lingua italiana comune; essa pertanto riguarda le strutture grammaticali ed il patrimonio lessicale dell’uso linguistico, ma incide pure direttamente sulla realtà viva dei rapporti sociali tra le diverse classi.
Le migrazioni delle popolazioni che, in particolare dal Mezzogiorno, si trasferiscono e si insediano stabilmente nei centri industriali dell’Italia settentrionale e d’Europa, l’intensa diffusione di modelli sempre più elevati di cultura fra le classi subalterne, e l’adozione, da parte dei narratori, del vocabolario e della sintassi di tipo dimesso, popolare e colloquiale (pensiamo, per ricordare solo un esempio illustre della tradizione toscana, alle Cronache di poveri amanti, alla Cronaca familiare, a Metello di Vasco Pratolini) costituiscono, in diversi settori e a livelli distinti, alcuni dei motivi fondamentali che condizionano oggi, in Italia, l’evoluzione dei rapporti fra il dialetto e la lingua.
Sotto queste prospettive si colloca anche la << nuova questione della lingua >> che, grazie al contributo validissimo di scrittori, di pubblicisti, di glottologi, si propone di gettare alla luce sulla complessa espansione di una moderna lingua comune scritta e parlata.
La possibilità di utilizzare adeguati strumenti d’informazione, e di seguire da vicino, in forma capillare, i fenomeni più riposti di ordine socio-culturale, consente di rivalutare, su un piano autenticamente storico, le forze che contribuiscono allo sviluppo dell’odierna diglossia: sicché si ripropongono in forma assai istruttiva, e con incisività di formulazioni, i problemi relativi al modello della lingua unitaria comune e di quella letteraria, che nel secolo scorso avevano impegnato il pensiero del Manzoni, dell’Ascoli e del D’Ovidio.
Ed è opportuno ricordare che, proprio nel periodo immediatamente successivo alla costituzione dell’unità nazionale, si delineavano le teorie più illuminanti, le quali prevedevano come, attraverso la promozione culturale delle varie classi sociali, si poteva pervenire alla diffusione di una lingua italiana essenzialmente omogenea. Basterà tener presenti le sagaci intuizioni ed osservazioni dell’Ascoli.
La cittadinanza di Villa Castelli ha voluto celebrare degnamente il cinquantenario dell’autonomia della propria amministrazione civica: e mediante la fervida operosità della Pro Loco, vivamente sensibile alle esigenze delle tradizioni culturali, si è proposto di rievocare alcuni aspetti del proprio folclore.
Il folclore costituisce la testimonianza presente e viva che deriva assai spesso da antiche tradizioni regionali, aperte tuttavia ad influssi di varia origine ed alle correnti della cultura nazionale unitaria.
Pensiamo appunto alla significativa produzione di opere dialettali di autore, e di antologie di testi letterari popolari che, numerosissimi, vedono la luce ai nostri giorni: ciò rappresenta, nelle sue diverse manifestazioni, e con connotazioni specifiche, una delle forze più attive che partecipano al processo di integrazione tra culture subalterne e cultura della più avanzata tecnologia.
Pertanto i testi dialettali che qui vengono pubblicati mettono in luce usi, costumi, tradizioni culturali di una comunità come quella di Villa Castelli, che, nel corso di complesse vicende storiche, è stata permeata dal flusso e dall’incrocio di due distinte correnti culturali e linguistiche: la corrente di tipo pugliese e la corrente di tipo salentino.
Si tratta di testi dialettali che la comunità vuole trarre dalla penombra e – oseremo dire – dall’oblio della trasmissione orale, associando felicemente tale recupero alla celebrazione dell’autonomia amministrativa.
E indubbiamente c’è una stretta correlazione tra organizzazione politica e amministrativa da una parte, e vicende linguistiche, dall’altra: come è luminosamente dimostrato dalla storia delle città dominanti e delle città dominate dalle varie regioni italiane; così possiamo ricordare, a questo proposito, un aspetto delle vicende della gloriosa civiltà che fiorì in Toscana nei secoli XI-XIII: infatti le testimonianze linguistiche contenute negli antichi documenti di Firenze presentano sensibili tracce dell’influenza politico-culturale, che dai comuni della Toscana occidentale (in particolare da Pisa e da Lucca) si irradiava sulla capitale della stessa regione.
I testi dialettali di Villa Castelli sono consegnati ad un linguaggio scarno, irrigidito, in certo senso, entro gli schemi di una semplicità che può apparire talvolta rudimentale. Ma in realtà essi si rivelano sinceramente e vivacemente espressivi, non privi di una loro peculiare felicità di immagini, che viene esaltata dall’esecuzione musicale; sopratutto quando si pensi che quel linguaggio scandisce, con le sue insistenti reduplicazioni, concetti, sentimenti, che formano il patrimonio di una visione della vita di tipo – potremmo dire – patriarcale.
In effetti essi rispecchiano limpidamente l’umanità dell’antica civiltà agraria, che si incardina su alcuni principi essenziali della vita sociale.
I componenti nel dialetto di Villa Castelli ci riconducono appunto in quest’area, appartata e segreta, della società italiana dei nostri giorni: il conflitto tra la cultura arcaica contadina attestata in quelle sequenze dialettali e la civiltà della tecnologia più avanzata (che si sovrappone con la sua forza dirompente sulle culture tradizionali) non potrebbe essere più netto.
Tra i rappresentanti della vecchia cultura, che credono tenacemente in poche idee e l’uomo moderno, che appare sempre più corroso dal dubbio e dilacerato dell’angoscia interiore, c’è un abisso, un solco che non è facile colmare.
L’uomo che rimette di continuo in forse i motivi delle proprie esperienze, e la giustezza dei propri metodi, ed il proprio mestiere di vivere, l’uomo, intimamente permeato dalle suggestioni della civiltà industriale, potrà sentire estraneo al proprio mondo, ovvero inaccessibile a se stesso il linguaggio di testi dialettali come quelli di Villa Castelli, dove affiorano anche usi ovvero istituti giuridici oggi vivi in aree periferiche rispetto alle grandi correnti industriali.
A questo proposito potremmo segnalare, nella presente raccolta, il componimento in cui, con toni di vivace ironia rusticana, si delinea il profilo umano di un lavoratore di campagna, assunto con contratto annuale, che viene designato col termine wal n , probabilmente di origine germanica.
La presenza della voce nelle tradizioni popolari della fascia apulo-salentina ricollega la parlata di Villa Castelli al grande complesso dei dialetti dell’Italia meridionale: infatti il tipo lessicale, che è attestato in antiche costituzioni municipali del Regno di Napoli, è diffuso oggi nell’area dialettale che si estende dagli Abruzzi fino al Salento ed alla Calabria settentrionale.
Ma, per tornare al nostro discorso, ripeteremo che, anche nel conflitto odierno tra le concezioni della vita del mondo agrario tradizionale e quelle del mondo industriale, si ripropone come documento di vivida attualità la pubblicazione dei presenti testi di folclore.
La conquista dell’autonomia comunale rappresenta un fenomeno di ordine sociale e culturale del più alto livello, il frutto di un consapevole approfondimento dei valori della vita civile: e questa si manifesta certo nella partecipazione viva e responsabile alle vicende della cultura superregionale, di una cultura nazionale unitaria, ma pure nel pieno rispetto e nella tutela delle proprie tradizioni popolari che, nell’uso del vernacolo, ritrovano la loro espressione più schietta, valida ed inalienabile.
In tal senso la testimonianza dialettale vuole consacrare tangibilmente l’atto giuridico ed amministrativo << ufficiale >> di una comunità che ha conquistato la propria autonomia, e insieme da prova di maturità culturale, affidando alle stampe, per la prima volta, testi inediti che fino ad oggi erano raccomandati soltanto alla trasmissione orale.
Questa iniziativa testimonia della sensibilità di una cittadinanza che, in altri tempi, seppe forgiare, nel linguaggio, uno strumento di espressione particolare, ed affine sì, per alcuni caratteri, ma al tempo stesso distinto ed autonomo rispetto alle parlate di altre comunità collocate sulla fascia di confine tra civiltà pugliese e civiltà salentina.
Ed in tale linguaggio i cittadini di Villa Castelli identificano se stessi e le proprie tradizioni, e riconoscono la propria attitudine a partecipare, con originalità di contributi, al dialogo civile con le popolazioni di altre regioni e con la cultura nazionale.”
Finito di stampare il 7 febbraio 1976 negli stabilimenti della editrice salentina Galatina
L’opuscoletto sui Canti Popolari di Villa Castelli fu presentato in occasione delle Celebrazioni per il Cinquantenario dell’Autonomia Comunale nei giorni 9-10-11 febbraio 1976.

Carnevale estivo 2019


Canti e danze in Masserie del territorio.

40 anni della Pro Loco, 2016, Nicola Lacorte Fotografia.

Il programma era così composto:
9 FEBBRAIO
ore 17 saluto del Sindaco Rag. Giuseppe Nigro. L’avvenimento dell’Autonomia nel ricordo dei protagonisti, servizio audiovisivo.
ore 18 Relazione storica del Prof. Giovanni Neglia.
10 FEBBRAIO
ore 17 Presentazione del Volume Canti popolari di Villa Castelli (a cura della Pro Loco). Parlerà il Prof. Mario D’Elia dell’Università di Lecce. Presenzieranno il Prof. Francesco M. De Robertis, presidente della Società di Storia Patria e i Magnifici Rettori dell’Università di Bari Prof. Ernesto Quagliariello e dell’Università di Lecce on. Giuseppe Codacci Pisanelli.
11 FEBBRAIO
ore 10 Convocazione storica del Consiglio Comunale con partecipazione di S. E. il Prefetto di Brindisi, il Presidente della Sezione di Controllo e il Presidente della Amministrazione Provinciale di Brindisi per lettura ed approvazione del Testo Epigrafico che sarà scoperto a ricordo del Cinquantenario.
ore 11 Santa Messa officiata da S. E. Mons. Alberico Semeraro.
ore 17 Rievocazione Politica – Interventi.
Ore 18 Spettacolo del Gruppo folcloristico << Pro Loco >> – Villa Castelli.
Il tutto si tenne presso l’Aula Magna dell’Edificio Scolastico Belvedere.
I due frammenti riportati qui sotto sono tratti dall’opuscoletto nel quadro delle manifestazioni della 3^ settimana villacastellana (quasi 50 anni fa, 11-18 settembre 1977) in cui si inserì il dibattito su: cultura pugliese. Durante tutti i sette giorni ricchi di eventi, ci furono interventi di esperti in vari settori come: Piero Lacaita, Vittore Fiore, Rosario Jurlaro, Armando Scivales, On. Giuseppe Zurlo, Prof. Leonardo Morea, Dr. Pasquale Carlo e Dr. Ettore Frunzio.
Il convegno è stato provocato dalla sensibilità dell’editore piero lacaita dopo la lettura appassionata del volume canti popolari di villa castelli curato dal prof. mario d’elia, realizzato dalla pro loco di villa castelli ed edito dagli amici della biblioteca a. de leo di brindisi.
Dalle parole di Piero Lacaita: “questa edizione dei canti popolari di villa castelli, così come è stata curata e realizzata, rappresenta una prima seria testimonianza del nuovo impegno e fervore di studi di cui è ormai animata la coscienza moderna del nostro popolo, il quale fermamente desidera che non decada e non si disperda quel copioso patrimonio di tradizioni, usi, detti popolari che ha vivificato per secoli e per millenni la nostra antica civiltà salentina e che ha rappresentato la fonte originaria della nostra più antica ed autoctona cultura”.
Dalle parole del Prof. Sergio Costanzo, tra i fondatori del gruppo:
“1974-1976: Cronaca di una Rinascita
La codificazione del dialetto e dei canti popolari di Villa Castelli.
Tutto ebbe inizio negli anni Settanta, mossi da un sentimento potente: l’amore per le proprie radici. In quel periodo, un gruppo di amici decise di non lasciare svanire il patrimonio dei nostri canti popolari. Quelle melodie erano ovunque: risuonavano nelle feste in campagna, nelle case intorno a un organetto, tra i versi intonati da “li femmǝnǝ” e “li uemǝnǝ” durante la raccolta delle olive o la vendemmia. Erano storie di vita, amore e politica, sospese tra l’improvvisazione e il ritmo travolgente della pizzica. Nel 1974, la nascita della Pro Loco diede lo slancio decisivo a questa ricerca.
Dai banchi di scuola all’Università in quegli anni vivevo una doppia vita professionale e accademica: insegnavo alle elementari a Villa Castelli e studiavo Materie Letterarie a Lecce. Fu lì che il mio interesse per la Storia delle Tradizioni Popolari catturò l’attenzione del Professor
Giovanni Battista Bronzini. Iniziai una piccola “rivoluzione” in aula: nonostante all’epoca la scuola imponesse rigorosamente l’italiano, spinsi i miei alunni a farsi cantare dai nonni ninne nanne e stornelli, trascrivendoli sui quaderni in dialetto. Era una sfida per proteggere la nostra identità. Il materiale raccolto era così ricco che Bronzini mi propose di estendere la ricerca in Basilicata e Calabria. Naturalmente non potetti soddisfare questa sua richiesta: l’insegnamento mi portava via del tempo. L’incontro che cambiò la storia: Mario D’Elia.
Se Bronzini accese la scintilla, fu l’incontro con il Professor Mario D’Elia durante l’esame di Glottologia a dare forma scientifica al nostro sogno. D’Elia si innamorò di quei versi scritti in una lingua mai codificata prima.
Mentre i miei amici della Pro Loco ricostruivano le canzoni attraverso ore di registrazioni e trascrizioni, D’Elia lavorava al “miracolo” linguistico. Dopo mesi di ascolti e confronti, ufficializzò il dialetto di Villa Castelli. Per la prima volta, la nostra parlata aveva regole ortografiche, accenti e dignità etimologica, trovando finalmente il suo posto tra le correnti linguistiche pugliesi e salentine.
Un’eredità che vive ancora il culmine di questo viaggio fu il 7 febbraio 1976, con la pubblicazione del volume: “Canti Popolari di Villa Castelli” > A cura di Mario D’Elia – Ed. Amici della “A. De Leo”, Pro Loco Villa Castelli.
Un testo prezioso, arricchito da spartiti musicali e consacrato dalla recensione della rivista LARES (la più antica e autorevole testata di scienze demoetno-antropologiche in Italia) nel n.XLVI,1980/4
Contemporaneamente, la nascita del Gruppo Folk Pro Loco portò quelle canzoni fuori dalle carte e nelle piazze, restituendo al territorio la sua voce più autentica. Una rinascita che, a distanza di cinquant’anni, continua a far vibrare le nostre radici.”
I 50 anni del Gruppo Folkloristico “Li Castelli” della Pro Loco Villa Castelli APS (1976 – 2026), una tappa importante. L’anno in corso ci regala un’altro anniversario importante per la nostra comunità oltre al Centenario dell’Autonomia Amministrativa e dei 50 anni della prima Radio privata a Villa Castelli.
Il gruppo era tra i primi della zona assieme a quello di Alberobello “Città dei Trulli”, “Lu Scattusu” di Brindisi, “La Stella” di Ostuni, “Città di Locorotondo” e tanti altri…
Il gruppo folk nasce intorno al 1974/1975 con la creazione della locale Pro Loco per essere fondato ufficialmente tra marzo e aprile, dopo l’11 febbraio 1976, giorno dei Festeggiamenti che si tennero per il Cinquantenario dell’Autonomia Comunale e della pubblicazione dei Canti Popolari di Villa Castelli a cura del Prof. Mario D’Elia, docente presso l’Università degli Studi di Lecce in quel periodo.
L’opuscoletto composto da spartiti, testi e canti riportati in dialetto villacastellano grazie alle ricerche di alcuni appassionati come il Prof. Sergio Costanzo, l’Architetto Giuseppe Caliandro, la Maestra Ida Elia e tanti altri che tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70 andarono alla ricerca dei contadini per registrare le loro voci mentre lavoravano nei campi…
Il gruppo fondato dal Prof. Franco Forleo ha visto passare nei decenni altri direttori artistici come Tonino Lonoce e dal 1991 circa Mario Nannavecchia. Negli scatti, alcuni di essi tratti dall’archivio privato di Mario, ci sono quasi tutti i componenti storici e nuovi che hanno fatto parte dal primo momento e fino ai giorni nostri.
Le foto dei 40 anni della Pro Loco sono di Nicola Lacorte Fotografia.
L’album fotografico raffigura alcune delle tante partecipazioni a manifestazioni come: feste di piazza a Villa Castelli, la Festa delle Pro Loco che si tenne a Mesagne nel 1997, Presepi Viventi a Villa Castelli, Le Corride a Villa Castelli e Ceglie Messapica, eventi in locali nei dintorni, sagre e tanto altro.
Ricordiamo anche le riprese di un documentario della RAI intorno agli anni ’70/’80 che parlava del nostro territorio dei Trulli e delle Grotte.
Ricordiamo alcuni storici membri scomparsi in passato e recentemente: Oronzo D’Angela “Ronz də Rubin”, Vito Errico “Curcìul”, Tonino Forleo, l’Architetto Giuseppe Caliandro nel 2022, Orazio D’Urso e il musicista e compositore dei primi spartiti Franco Neglia nel 2025.”
Il gruppo Inizialmente nacque nel 1974 con la Pro Loco e poi ufficialmente due anni. Intorno al 1991 con altra direzione artistica, si diede il nome “Li Castelli”.La codificazione e traduzione dei primi testi fu a cura dei Proff D’Elia e Costanzo. I primi strumenti a disposizione furono: il flauto, la chitarra, la fisarmonica, il tamburello e l’organetto fu introdotto successivamente.Nel corso dei decenni gli abiti sono cambiati con tonalità di colori come il biancho, il blu e il rosso.
Negli ultimi anni sono stati aggiunti nuovi canti scritti da Mario Nannavecchia come “lu ualenə” che parla di un innamoramento tra un ragazzo e una ragazza. Il canto scritto nel 2000 tratta come tema l’amore, in particolare il fidanzamento tra due contadini villacastellani, “castiddənə”.
Un altro brano scritto da Mario è “Sisinə”, un valzer. Nel testo c’è l’inserimento di ortaggi, frutta e verdura. La storia d’amore è una tarantella romanzata, verosimile. La sua raccolta è di circa 30 canti oltre quelli originari.

Anni ’90

Eventi presso la Masseria Sciaiani Piccola.


40 anni della Pro Loco presso la Chiesa Vecchia, ann0 2016, Nicola Lacorte Fotografia.

Presepe Vivente a Villa Castelli, garage di Cosimo Giancola in via Rupe Tarpea.

Giubileo 2025 presso il Santuario di San Cosimo alla Macchia in Oria.

Serata musicale a Melpignano.

Teatro.

1^edizione Spaccatellata, luglio 2023 presso Largo Dott. Vincenzo Cozzolino.
Sotto, 50 anni della Pro Loco presso l’Aula Consiliare del Palazzo Ducale di Villa Castelli, 19 novembre 2024.

